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dai GIORNALI di OGGI

Il dossier del ministero sulle presunte violazioni per il nuovo ospedale

"Niguarda, ispezione anticostituzionale"

Il governatore Formigoni contro il ministro Tremonti: mi rivolgerò alla Consulta. Le società: no irregolarità

NOTIZIE CORRELATE

La Corte dei Conti apre l'inchiesta. La seguirà un pool

"Appalti e incarichi d'oro" Niguarda, il grande affare (28 maggio 2009)

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Il dossier del ministero sulle presunte violazioni per il nuovo ospedale

"Niguarda, ispezione anticostituzionale"

Il governatore Formigoni contro il ministro Tremonti: mi rivolgerò alla Consulta. Le società: no irregolarità

NOTIZIE CORRELATE

La Corte dei Conti apre l'inchiesta. La seguirà un pool

"Appalti e incarichi d'oro" Niguarda, il grande affare (28 maggio 2009)

Documenti 1: l'elenco delle contestazioni e delle irregolarità (pdf)

Documenti 2: il capitolo sulla costruzione dell'ospedale (pdf)

MILANO — Un terremoto istituzionale con epicentro al Niguarda. Il governatore Rober­to Formigoni si scaglia contro il ministero guidato da Giulio Tremonti. Il dossier del Tesoro che denuncia appalti irregolari, nomine illegittime e incarichi d’oro, con spreco di soldi pub­blici nella riqualificazione del più importante ospedale di Mi­lano, diventa un caso politico che coinvolge due big del Popo­lo della libertà. Una resa dei conti. Dopo le contestazioni choc pubblicate ieri dal Corriere della Sera sul business da oltre un miliardo di euro che ruota intorno al can­tiere per la ricostruzione e l’am­modernamento del Niguarda, i vertici della Regione Lombar­dia denunciano il ministero del­l’Economia alla Consulta per violazione della Carta costitu­zionale.

"Gli uomini dei Servizi ispettivi di Finanza pubblica— dicono — hanno utilizzato pote­ri che la Costituzione non rico­nosce loro". Il riferimento è al titolo V, che affida la competen­za sulla sanità alle Regioni. "Ho il dovere di tutelare il buon no­me della Regione Lombardia, che è l’unica possibile titolare dei controlli — fa sapere Formi­goni dalla Puglia, dov’era ieri per la campagna elettorale —. Un compito svolto, peraltro, sempre con grande rigore". La data. I forti malumori so­no dovuti, con ogni probabili­tà, anche alla scelta del momen­to per la notifica del fascicolo (datato 19 novembre 2008) a ri­dosso delle elezioni europee. "È un fatto sospetto", lasciano intendere al Pirellone (dove, nelle ultime ore, è in corso pu­re una guerra intestina tra la di­rezione generale dell’assessora­to alla Sanità vicina a Comunio­ne e Liberazione e l’Asl di Mila­no, in mano alla Lega).

Per la Regione Lombardia, insomma, il ministero dell’Economia do­vrà rispondere della "violazio­ne delle più elementari norme di correttezza e collaborazione istituzionale". Dura, poi, la pre­sa di posizione contro l’autore del rapporto, Giuseppe Lombar­do, accusato di conflitto di inte­resse per il suo doppio ruolo di ispettore al Niguarda e di presi­dente del collegio dei revisori all’ospedale di Garbagnate. Di più. Dopo una giornata ca­otica, con gli avvocati del Ni­guarda e della Regione in riu­nione per ore e ore, la pesantez­za delle accuse — circostanzia­te in oltre 100 irregolarità — ha spinto a scendere in campo tut­ti i manager chiamati in causa dal rapporto del Tesoro. Dal di­rettore generale del Niguarda, Pasquale Cannatelli, al diretto­re generale di Infrastrutture Lombarde Spa, Antonio Rogno­ni, fino al direttore generale di Finlombarda Spa, Marco Nico­lai: l’indagine del ministero del­l’Economia contesta, infatti, an­che il ruolo svolto dalle due hol­ding che fanno capo diretta­mente al governatore Formigo­ni. "Non c’è stato nessun appal­to irregolare — assicura Canna­telli —. La procedura per il nuo­vo Niguarda si è svolta nel pie­no rispetto delle norme euro­pee all’insegna della 'par condi­cio' per tutti i concorrenti, tan­t’è vero che non c’è stato alcun ricorso.

Nessun favoritismo, dunque, verso le società appal­tatrici (la Nec Spa considerata vicino a Cl e la Progeni Spa lega­ta alle cooperative rosse, ndr)". La difesa di Finlombarda: "La società ha percepito in mo­do del tutto regolare non 4 mi­lioni di euro, ma 500 mila euro per la preparazione della gara", fa sapere Nicolai. Ancora: "In­frastrutture Lombarde ha dato un supporto al progetto in quanto ente della Regione, il cui ruolo è stato convalidato dalla Corte di Giustizia Euro­pea, dall’Autorità di vigilanza sui lavori pubblici e dalla sezio­ne di controllo della Corte dei Conti lombarda — sottolinea Rognoni —. Il suo compenso, di 7 milioni, è congruo, perché va a coprire ben 10 anni di assi­stenza, fino al 2014". Adesso spetta alla Corte dei Conti stabi­lire se nella riqualificazione del Niguarda, al centro anche di un’inchiesta de L’Espresso oggi in edicola, c’è stato il grave danno erariale denunciato dettagliatamente dal Tesoro in 416 pagine.

sravizza@corriere.it

Simona Ravizza

29 maggio 2009

 

 

 

Il dossier del ministero sulle presunte violazioni per il nuovo ospedale

"Niguarda, ispezione anticostituzionale"

Il governatore Formigoni contro il ministro Tremonti: mi rivolgerò alla Consulta. Le società: no irregolarità

NOTIZIE CORRELATE

La Corte dei Conti apre l'inchiesta. La seguirà un pool

"Appalti e incarichi d'oro" Niguarda, il grande affare (28 maggio 2009)

Documenti 1: l'elenco delle contestazioni e delle irregolarità (pdf)

Documenti 2: il capitolo sulla costruzione dell'ospedale (pdf)

MILANO — Un terremoto istituzionale con epicentro al Niguarda. Il governatore Rober­to Formigoni si scaglia contro il ministero guidato da Giulio Tremonti. Il dossier del Tesoro che denuncia appalti irregolari, nomine illegittime e incarichi d’oro, con spreco di soldi pub­blici nella riqualificazione del più importante ospedale di Mi­lano, diventa un caso politico che coinvolge due big del Popo­lo della libertà. Una resa dei conti. Dopo le contestazioni choc pubblicate ieri dal Corriere della Sera sul business da oltre un miliardo di euro che ruota intorno al can­tiere per la ricostruzione e l’am­modernamento del Niguarda, i vertici della Regione Lombar­dia denunciano il ministero del­l’Economia alla Consulta per violazione della Carta costitu­zionale.

"Gli uomini dei Servizi ispettivi di Finanza pubblica— dicono — hanno utilizzato pote­ri che la Costituzione non rico­nosce loro". Il riferimento è al titolo V, che affida la competen­za sulla sanità alle Regioni. "Ho il dovere di tutelare il buon no­me della Regione Lombardia, che è l’unica possibile titolare dei controlli — fa sapere Formi­goni dalla Puglia, dov’era ieri per la campagna elettorale —. Un compito svolto, peraltro, sempre con grande rigore". La data. I forti malumori so­no dovuti, con ogni probabili­tà, anche alla scelta del momen­to per la notifica del fascicolo (datato 19 novembre 2008) a ri­dosso delle elezioni europee. "È un fatto sospetto", lasciano intendere al Pirellone (dove, nelle ultime ore, è in corso pu­re una guerra intestina tra la di­rezione generale dell’assessora­to alla Sanità vicina a Comunio­ne e Liberazione e l’Asl di Mila­no, in mano alla Lega).

Per la Regione Lombardia, insomma, il ministero dell’Economia do­vrà rispondere della "violazio­ne delle più elementari norme di correttezza e collaborazione istituzionale". Dura, poi, la pre­sa di posizione contro l’autore del rapporto, Giuseppe Lombar­do, accusato di conflitto di inte­resse per il suo doppio ruolo di ispettore al Niguarda e di presi­dente del collegio dei revisori all’ospedale di Garbagnate. Di più. Dopo una giornata ca­otica, con gli avvocati del Ni­guarda e della Regione in riu­nione per ore e ore, la pesantez­za delle accuse — circostanzia­te in oltre 100 irregolarità — ha spinto a scendere in campo tut­ti i manager chiamati in causa dal rapporto del Tesoro. Dal di­rettore generale del Niguarda, Pasquale Cannatelli, al diretto­re generale di Infrastrutture Lombarde Spa, Antonio Rogno­ni, fino al direttore generale di Finlombarda Spa, Marco Nico­lai: l’indagine del ministero del­l’Economia contesta, infatti, an­che il ruolo svolto dalle due hol­ding che fanno capo diretta­mente al governatore Formigo­ni. "Non c’è stato nessun appal­to irregolare — assicura Canna­telli —. La procedura per il nuo­vo Niguarda si è svolta nel pie­no rispetto delle norme euro­pee all’insegna della 'par condi­cio' per tutti i concorrenti, tan­t’è vero che non c’è stato alcun ricorso.

Nessun favoritismo, dunque, verso le società appal­tatrici (la Nec Spa considerata vicino a Cl e la Progeni Spa lega­ta alle cooperative rosse, ndr)". La difesa di Finlombarda: "La società ha percepito in mo­do del tutto regolare non 4 mi­lioni di euro, ma 500 mila euro per la preparazione della gara", fa sapere Nicolai. Ancora: "In­frastrutture Lombarde ha dato un supporto al progetto in quanto ente della Regione, il cui ruolo è stato convalidato dalla Corte di Giustizia Euro­pea, dall’Autorità di vigilanza sui lavori pubblici e dalla sezio­ne di controllo della Corte dei Conti lombarda — sottolinea Rognoni —. Il suo compenso, di 7 milioni, è congruo, perché va a coprire ben 10 anni di assi­stenza, fino al 2014". Adesso spetta alla Corte dei Conti stabi­lire se nella riqualificazione del Niguarda, al centro anche di un’inchiesta de L’Espresso oggi in edicola, c’è stato il grave danno erariale denunciato dettagliatamente dal Tesoro in 416 pagine.

sravizza@corriere.it

Simona Ravizza

29 maggio 2009

 

 

 

 

 

LE INDAGINI

Niguarda, la Corte dei Conti apre l’inchiesta.

La seguirà un pool

Presunte irregolarità negli appalti per la fornitura di beni e di servizi, nella nomina di esperti e consulenti e nella complessiva riqualificazione della struttura

MILANO — È un’inchiesta della Procura della Corte dei Conti della Lombardia il primo, immediato risultato della pesante relazione dell’Ispettorato generale di Finanza sulla gestione dell’ospedale Niguarda di Milano, uno dei più importanti dell’intera nazione. A guidare l’indagine contabile sarà direttamente il procuratore generale regionale Eugenio Francesco Schlitzer che, alla guida di un pool composto da altri due magistrati, dovrà accertare se e come l’erario abbia subito danni a seguito delle presunte irregolarità negli appalti per la fornitura di beni e di servizi, nella nomina di esperti e consulenti e nella complessiva riqualificazione della struttura ospedaliera attraverso un piano che prevede una spesa di oltre un miliardo di euro. La relazione degli ispettori del ministero dell’Economia e delle Finanze, datata 19 novembre 2008 è arrivata sul tavolo di Schlitzer all’inizio di questa settimana. Data la complessità dei rilievi evidenziati dalle 416 pagine firma­te dal dirigente ministeriale Giuseppe Lombardo, dense di dati, episodi, circostanze, il magistrato ha deciso di isti­tuire un apposito pool. Del gruppo di lavoro che si occupe­rà della "vertenza", così viene denominata l’inchiesta con­tabile, sono stati chiamati a far parte il vice procuratore Antonio Attanasio e il sostituto Nicola Ruggiero. Saranno quindi impe­gnati tre degli appena sei magistrati (sui 10 pre­visti dall’organico) della Procura della Corte dei Conti che ogni giorno de­vono dividersi il lavoro "prodotto" da un regio­ne come la Lombardia con 9,6 milioni di abitan­ti, un ente regionale, 12 province, 1.146 comuni, centinaia tra enti territoriali e importanti aziende partecipate a capi­tale pubblico. Un’indagine che già da ora si presenta estre­mamente complessa perché dovrà separare quelle che so­no semplici irregolarità dagli illeciti veri e propri da adde­bitare agli amministratori e ai manager pubblici per "col­pa grave". Una volta chiusa la vertenza, se emergeranno responsabilità confermate dai giudici, gli amministratori dovranno mettere mano al portafogli e pagare di tasca pro­pria anche per il danno che risulterà aver subito l’immagi­ne dell’ospedale. E la relazione già individua ben oltre 100 violazioni segnalando profili di scarsa trasparenza e par condicio nelle procedure di assegnazione a partire dalla metà degli anni ’90 e contesta una generale ingerenza del­la Regione Lombardia che ha gestito gran parte dell’enor­me appalto pubblico. Il Niguarda non è una novità per la Procura. Il 25 giu­gno comincerà il processo contabile nel quale l’ex diretto­re generale Pietro Caltagirone e altri 9 manager devono rispondere di un danno da 2,4 milioni per irregolarità tra il 1999 e il 2002 negli appalti di servizi per la gestione dei reparti dell’ospedale.

gguastella@corriere.it

Giuseppe Guastella

29 maggio 2009

 

 

 

 

 

 

"Appalti e incarichi d'oro"

Niguarda, il grande affare

Dossier del ministero dell'Economia: oltre 100 violazioni

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NOTIZIE CORRELATE

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Documenti 1: l'elenco delle contestazioni e delle irregolarità (pdf)

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Documenti 2: il capitolo sulla costruzione dell'spedale (pdf)

Il cantiere del nuovo ospedale

Il cantiere del nuovo ospedale

MILANO — "Appalti irregolari", "nomine illegittime", "consulenze anormalmente elevate": un dossier del ministero dell'Economia mette in luce l'intreccio di interessi economici, con uso improprio di soldi pubblici, che si nasconde in Lombardia dietro la riqualificazione di uno dei più importanti ospedali del Nord Italia, il Niguarda, 1.285 posti letto per 56 mila ricoveri l'anno. Sono 416 pagine choc in cui vengono contestati episodi di (mala)gestione che si sono accavallati negli ultimi dieci anni. Sotto accusa, in particolare, gli affari che ruotano intorno al progetto per la nascita del nuovo ospedale, un'operazione da oltre un miliardo di euro che vede per protagoniste due società a capitale pubblico/privato: la Nec Spa (considerata vicino a Comunione e Liberazione) e la Progeni Spa (legata alle cooperative rosse). "Si ritiene che l'appalto in concessione per la riqualificazione del Niguarda, per come è stato preparato, progettato, finanziato, condotto e per come sarà eseguito e amministrato abbia costituito e prodotto un grave danno patrimoniale alla Pubblica amministrazione" è scritto nel rapporto.

Sotto tiro anche l'attività svolta da Finlombarda, la società finanziaria di Regione Lombardia, e Infrastrutture Lombarde Spa, che per conto del Pirellone si occupa di sviluppo territoriale. I controlli sono stati svolti dagli uomini dei Servizi ispettivi di Finanza pubblica tra il 13 aprile 2007 e il 6 febbraio 2008. La loro durata è stata, dunque, di dieci mesi. Il fascicolo, datato 19 novembre 2008 e firmato da Giuseppe Lombardo, è arrivato sul tavolo dei vertici della Sanità lombarda due settimane fa. Oltre 100 le violazioni contestate in totale tra gare d'appalto svolte in modo da limitare la concorrenza, incarichi affidati con forzature normative a manager senza i requisiti professionali necessari, compensi anomali, anche da 100 mila euro, per consulenti esterni. Oltre alla progettazione edilizia e all'esecuzione dei lavori per i nuovi edifici da 130 mila metri quadrati, le irregolarità denunciate dopo l'ispezione amministrativo-contabile riguardano le procedure d'appalto per la ristorazione, il servizio bancario interno e per quello di diagnostica per immagini. Le contestazioni partono dalla metà degli anni Novanta.

Ma i problemi principali emergono soprattutto nella costruzione dell'ospedale. Vengono indicate contraddizioni, ambiguità e omissioni nel bando di gara: gli ispettori sollevano "forti perplessità sulla volontà di ricerca di tutte quelle condizioni di trasparenza che avrebbero dovuto circondare un appalto di così lunga durata". Non solo: "Nella commissione (di aggiudicazione dell'appalto, ndr) non figura nessun membro esperto in economia aziendale, una delle materie, se non l'unica materia prevalente sulla quale sarebbe stata impostata la valutazione delle società partecipanti". E ancora: "La procedura non garantisce "la par condicio" di tutti i concorrenti, in particolare per quelli provenienti da località lontane, fuori Milano, che proprio in quel giorno potrebbero non avere avuto disponibilità di tempo". Non finisce qui. Gli uomini del ministero dell'Economia chiamano in causa anche Finlombarda e Infrastrutture Lombarde Spa: alla prima, secondo gli ispettori, è stato liquidato irregolarmente un corrispettivo da 4 milioni e 200 mila euro; alla seconda è stata affidata una consulenza ritenuta illegittima e pagata 7 milioni di euro. Il ministero dell'Economia contesta, di fatto, l'ingerenza delle società del Pirellone che così ha gestito una parte importante del progetto. Gli avvocati del Niguarda sono al lavoro per accertare le contestazioni e capire l'entità di un eventuale danno erariale. Adesso il rischio è il blocco dei cantieri. E l'esame del fascicolo da parte della Procura della Repubblica e della Corte dei conti.

Simona Ravizza

sravizza@corriere.it

28 maggio 2009(ultima modifica: 29 maggio 2009)

 

 

 

 

 

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